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lunedė, 16 luglio 2018

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Rischio paralisi dei Centri di Revisione auto. CNA chiede preventivamente l'intervento del Ministro Toninelli

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Seminario settore Arredo e Complemento negli USA

12/7/2018

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Valdarno-Valdisieve, imprenditoria giovanile artigiana: perse nell'ultimo anno il 7% delle imprese. Le proposte CNA per invertire rotta

11/7/2018

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Empolese Valdelsa, acconti TARI con un 30% in più da pagare: ecco perchè

10/7/2018

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06/07/2017

SPLIT PAYMENT: ALLARGATA LA PLATEA DEI SOGGETTI INTERESSATI. Parere negativo di Rete Imprese Italia.

split payment

 

A partire dall’1/7/2017 la manovra correttiva (D.L. n. 50/2017) ha esteso l’ambito di applicazione della scissione dei pagamenti, il cd split payment: ricordiamo che si tratta di un meccanismo che nelle mire dell’amministrazione finanziaria limiterebbe l’evasione del pagamento dell’iva, per cui chi emette fattura nei confronti di determinati soggetti incassa solo l’imponibile mentre l’iva viene versata direttamente all’erario dalla società che riceve la fattura anziché al proprio fornitore.

La modifica riguarda la platea dei soggetti a cui si applica lo split payment, non più soltanto nei confronti della Pubblica Amministrazione, ma anche nei confronti delle società controllate e delle società quotate; riguarda inoltre non solo le imprese ma anche le prestazioni rese dai professionisti.

Il MEF ha pubblicato sul proprio sito l’elenco completo dei soggetti interessati, che è consultabile cliccando qui.

La norma prevede anche che le imprese e i professionisti possano richiedere ai propri clienti un documento in cui attestino di essere soggetti allo split payment, la richiesta di questa informazione può risultare più cautelativa prima di procedere alla fatturazione. Per richiedere questo documento si consiglia la forma scritta in modo da ricevere anche una risposta scritta, utilizzando se possibile la PEC, altrimenti la mail ordinaria.

Proprio in tema di fisco, Rete Imprese Italia esprime totale contrarietà all’estensione del meccanismo dello split payment ed al contestuale aumento degli oneri amministrativi necessari per compensare crediti Iva di importo ridotto.
Lo split payment toglie liquidità alle imprese ed, inoltre, i rimborsi Iva non sempre sono erogati entro i previsti 3 mesi. Per combattere l’evasione dell’Iva – sottolinea Rete Imprese Italia – sono stati introdotti altri adempimenti costosi per le imprese quali l’obbligo di fatturazione elettronica verso la PA poi l’obbligo di trasmissione periodica dei dati di fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni Iva ogni trimestre. Inutilmente, vien da dire, se ora la manovrina estende lo split payment a tutti i fornitori di beni e servizi verso la PA e le principali società quotate e carica le imprese di nuovi oneri e adempimenti, come quelli che verranno provocati dalla misura che limita la compensabilità dei crediti tributari. Estensione dello split payment e stretta sulle compensazioni sono una ‘tenaglia’ che rende le imprese prigioniere dei propri crediti IVA.

Per maggiori informazioni rivolgersi presso l’Ufficio CNA di riferimento. Vedi Sedi CNA Firenze.

 

(Notizia consultata 112 volte negli ultimi 4 mesi)

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