Cassa integrazione in deroga per Covid-19. Dal 31 marzo via alle domande

Ai sensi del decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 le Regioni possono riconoscere il trattamento di cassa integrazione in deroga con riferimento a tutti i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, ed esclusi i datori di lavoro domestico, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro, e per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro.

Dal 31 marzo 2020 è possibile inoltrare le domande di Cassa in Deroga in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, per le aziende aventi diritto con unità produttive in Toscana:

La Regione Toscana ha già sottoscritto con le Parti Sociali rappresentate nella Commissione Permanente Regionale Tripartita un accordo quadro che definisce criteri e modalità procedurali circa l’utilizzo della cassa integrazione in deroga.

Con Delibera di Giunta 397 del 30 marzo 2020 sono state approvate le Linee Guida della Regione Toscana per la CIG in deroga per emergenza epidemiologica da Covid-19, contenenti tutte le informazioni necessarie per la presentazione delle domande.

Come previsto dalle Linee Guida alla domanda compilata tramite la procedura informatica dovranno essere allegati:

  1. verbale di accordo per i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, unitamente al documento di identità del soggetto che sottoscrive l’accordo per la parte del datore di lavoro. Qualora la consultazione sindacale non sia avvenuta entro 5 giorni dalla richiesta, la domanda può essere comunque inviata allegando la documentazione comprovante l’invio di tale richiesta. In questo caso è necessario allegare la dichiarazione sotto indicata;
  2. dichiarazione per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti o che non hanno ricevuto risposta alla richiesta di consultazione sindacale, unitamente al documento di identità del soggetto che sottoscrive la dichiarazione.

Si riportano di seguito alcune informazioni sintetiche in merito all’accesso e utilizzo della CIG in deroga, che, si ricorda, non sostituiscono in ogni caso le Linee Guida approvate dalla Regione:

  1. La CIG in deroga può essere richiesta da tutti i datori di lavoro privati che non rientrano nelle tutele previste dalla normativa “a regime”, e cioè:
      a. Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria – CIGO
      b. Fondo di Integrazione Salariale – FIS
      c. Fondi di solidarietà bilaterali e Fondi di solidarietà bilaterali alternativi, il cui elenco è disponibile sul sito del Ministero del Lavoro
  2. La imprese che hanno accesso solo alla CIGS e non alla CIGO (ad esempio commercio con più di 50 dipendenti) possono accedere alla CIG in deroga.
  3. La normativa attuale non prevede l’esaurimento di ferie, permessi e ROL prima dell’utilizzo della CIG in deroga, pertanto è possibile fruire della CIG in deroga pur conservando i suddetti strumenti di flessibilità già maturati.
  4. La domanda di CIG in deroga deve essere presentata alla Regione dove ha sede l’unità produttiva interessata dal provvedimento. In caso di unità produttive ubicate in 5 o più Regioni o Province Autonome, la domanda deve essere presentata al Ministero del Lavoro.
  5. La richiesta può essere presentata anche da un professionista delegato con la propria smart-card, non è necessario avere la smart-card del titolare dell’azienda per cui è richiesta la cassa integrazione.
  6. Possono presentare domanda di CIG in deroga tutti i datori di lavoro privati, quindi anche gli studi professionali fino a 5 dipendenti. Gli studi professionali che occupano più di 5 dipendenti accedono al FIS, come da Circolare INPS 47/2020.
  7. Il limite dei 5 dipendenti si calcola secondo le disposizioni vigenti in materia di cassa integrazione (D.lgs. 148/2015).
     

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio CNA di riferimento o scrivere alla casella di posta dedicata ammortizzatorisociali@firenze.cna.it

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