Family Day, il disappunto di CNA

«Ovunque vivano uomini e donne che si sentono realizzati per quello che sono: questo è l’unico significato che possiamo accettare della parola “famiglia”».

All’avvio del Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona, che tanto sta facendo discutere l’opinione pubblica nazionale, il presidente di Cna Firenze Metropolitana, Giacomo Cioni, si fa portavoce di un disappunto diffuso tra artigiani e imprenditori soci dell’associazione per un evento «che sembra lanciare messaggi contrastanti, in particolare quanto al ruolo della donna nella società.

La libertà di esprimere le proprie idee è sacrosanta, nessuno dice il contrario. Ma se queste idee puntano a diffondere modelli che mettono in discussione anni di battaglie per arrivare a smarcare le donne dal ruolo “obbligato” di mogli e madri, allora è doveroso prendere le distanze da quanto si sta tenendo a Verona.

È vero, c’è una sola famiglia. Ma è quella costituita da persone che prima di tutto si sentono bene con sé stesse. Persone che fanno il proprio lavoro con passione, che vivono con altre persone che amano a prescindere dalle inclinazioni sessuali. Persone che hanno capito che non si può vivere con chi non si ama più.

Se il Congresso di Verona rinnega anche solo uno di questi valori, costati sacrifici e al prezzo di tante vite consumate tra vergogne e bugie immotivate, non possiamo accettarlo. Così come crediamo non si possa accettare il sostegno alla manifestazione da parte di alcuna forza politica: le conquiste civili sono di tutti e per fortuna non hanno partito».

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