Riaperture a macchia di leopardo

Riaperture a macchia di leopardo sia per quanto riguarda le varie zone della città di Firenze che per la tipologia di attività.

È quanto ha evidenziato CNA Firenze monitorando il primo giorno di apertura quasi totale dopo il lockdown.

“Pur essendo lunedì mattina, giorno di chiusura per molti esercizi, possiamo affermare che alcune attività, specie quelle più legate al turismo e posizionate nel centro cittadino, sono ancora dietro le quinte, sia per studiare il contesto, sia perché obiettivamente non hanno avuto il tempo per riallestire in sicurezza, visto che l’ok ufficiale, linee guida comprese, è stato pubblicato solo ieri poco prima di cena – ha spiegato Fabrizio Cecconi, direttore generale di CNA Firenze – Un settore che sicuramente è ripartito senza indugio è il benessere: parrucchieri ed estetisti, spesso piccole imprese a trazione familiare, non potevano più sostenere economicamente la situazione e hanno il vantaggio di rispettare ormai da un decennio norme per la tutela della salute pubblica”.

Qualche problema in meno nella riapertura, spiega CNA, per le imprese senza dipendenti, più snelle e facilmente adattabili a contesti mutevoli “mentre esercizi come ristoranti, bar, commercio hanno ripreso con prudenza, chiamando al lavoro solo una parte dei dipendenti” ha continuato Cecconi.

Focus sul benessere

Lunedì giorno di pausa settimanale? Non certo lunedì 18 maggio per i parrucchieri e gli estetisti fiorentini che, dopo tre mesi di pausa forzata, hanno riaperto in massa i loro saloni.

“C’è chi ancora oggi non ha aperto al pubblico, ma ha sfruttato la giornata per risistemare i negozi e prendere gli appuntamenti, ma sono un numero residuale” spiega Elena Bardi, coordinatrice di CNA Benessere Firenze.

I telefoni squillano per le prenotazioni tanto che “già oggi c’è una lista d’attesa di circa 15 giorni sia per gli acconciatori che per gli estetisti” spiegano Antonella Batacchi e Daniela Vallarano, presidenti rispettivamente di CNA Acconciatura e CNA Estetica Firenze.

“Nella top ten dei servizi richiesti svettano colore e taglio per i capelli e depilazione, pedicure e manicure per l’estetica” continuano Batacchi e Vallarano.

Un segno del desiderio di ritorno alla normalità che potrà essere esaudito più in fretta anche grazie alle decisioni di molti comuni, come quello di Firenze e la quasi totalità di quelli della Città Metropolitana, che hanno concesso la deroga all’orario di apertura (orario libero) per il settore per tutto il periodo dell’emergenza, domenica compresa.

“Un’opzione le  2.282 imprese del settore presenti nella Città Metropolitana di Firenze (1680 parrucchieri e 602 estetisti per l’86% artigiani) intendono sfruttare tanto che ci hanno chiesto la ristampa dei cartelli orari di apertura per includervi anche la domenica. E’ un settore che esce dal lockdown economicamente molto provato ma che vuole rialzarsi il più in fretta possibile” conclude Bardi.

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