Uffizi, scuole e artigiani creano insieme nuovi percorsi di alternanza scuola lavoro

CNA e Galleria Uffizi

Così come le botteghe artigiane del Rinascimento sono state per i grandi artisti il luogo di creazione di opere d’arte ammirate in tutto il mondo, oggi negli stessi luoghi giovani creativi possono forgiare nuovi capolavori da tramandare alle prossime generazioni. Nasce da questa ambizione il primo progetto di alternanza scuola lavoro che unisce il più importante museo italiano con il sistema delle imprese fiorentine dell’artigianato artistico.

I nuovi percorsi di alternanza sono stati presentati stamani di fronte a 80 studenti dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, dal presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, dal responsabile dell’Ufficio scolastico regionale Roberto Curtolo e dai vertici delle associazioni del settore: Alessandro Vittorio Sorani, presidente di Confartigianato e Tamara Ermini, vicepresidente di CNA.

«L’idea è partita dal Dipartimento Scuola Giovani delle Gallerie degli Uffizi, diretto da Silvia Mascalchi – commenta Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi -. Questo Dipartimento è un fiore all’occhiello della nostra organizzazione, che anche in questo caso dimostra di sapere unire la funzione del museo alle esigenze di un’educazione intesa in senso più dinamico e ampio. L’artigianato non è una forma minore di conoscenza, e l’apprendimento delle tecniche metterà gli studenti in condizione di apprezzare e riconoscere l’arte che li circonda in città e nei musei».

«Il lavoro più bello e nobile è con le mani, avere la possibilità di farlo sperimentare ai ragazzi che frequentano le scuole superiori e collegarlo a ciò che si faceva nelle botteghe 500 anni fa è un’opportunità straordinaria. Ci fa ben sperare sul fatto che tante professioni, per troppo tempo snobbate, stiano tornando al centro degli interessi di una generazione, proprio come è stato con gli artisti del Rinascimento», ha aggiunto Leonardo Bassilichi.

Due gli anni scolastici necessari per completare questo progetto di alternanza di 140 ore che parte adesso con le classi terze di sette scuole dell’area metropolitana fiorentina: il liceo artistico statale di Porta Romana e Sesto Fiorentino, il liceo scientifico Pontormo di Empoli, l’educandato Santissima Annunziata, l’istituto superiore Alberti-Dante, l’IIS Peano, il liceo scientifico linguistico Rodolico e l’istituto Morante-Ginori Conti.

In cinque musei fiorentini gli studenti seguiranno sia incontri su argomenti storici e artistici sia sulle tecniche di lavorazione dei materiali caratteristici del museo: le pietre dure, le porcellane e le cornici a Palazzo Pitti; la tecnica della pittura agli Uffizi, la scultura e le arti applicate al museo del Bargello, l’arte del verde al giardino di Boboli, i laboratori di restauro all’Opificio delle Pietre Dure. Grazie a Camera di Commercio di Firenze, CNA e Confartigianato gli studenti potranno poi visitare aziende con attività collegate a quelle dei musei visitati, approfondire temi di gestione aziendale e realizzare progetti di lavoro per valorizzare le botteghe nel nostro tempo.

Il prossimo anno scolastico, gli stessi studenti saranno ospitati in alternanza direttamente da imprese dell’artigianato artistico, in modo da poter approfondire tecniche come l’intarsio e il mosaico e conoscere meglio materiali come la ceramica, il legno, i tessili, le pietre, l’oro, la pelletteria artistica e la profumeria artigiana.

«Siamo sempre in prima linea per favorire la trasmissione dei saperi e la valorizzazione delle capacità dei giovani, orientandoli all’imprenditorialità. Dalla piccola bottega artigiana, grazie a ingegno, competenze, arte e innovazione, possono nascere le nuove imprese artigiane del futuro a sostegno dell’occupazione, sviluppo economico e benessere», ha sottolineato Tamara Ermini.

«Siamo soddisfatti di partecipare a questo progetto che accomuna il mondo della scuola, il mondo dell’impresa e quello della cultura. Cominciare a pensare la cultura come impresa è un passo avanti per valorizzare ancora di più il nostro patrimonio culturale», ha detto Alessandro Vittorio Sorani.