Il commento di Luca Tonini al “Piano Nardella” per la ripartenza

Condividiamo la proposta del Sindaco di puntare su una mobilità sostenibile che riduca al minimo l’utilizzo dell’auto privata, necessariamente accompagnata però da un servizio pubblico adeguato. Non si può far affidamento solo su biciclette, monopattini, forza delle gambe, sharing mobility (per altro ridotta in città sul versante car) e potenziamento dei servizi ferroviari. Occorre anche quello del trasporto pubblico su gomma, sia in termini di un’efficacia e un’efficienza che dovranno essere ben maggiori degli standard abituali, sia in termini di frequenza delle corse. A maggior ragione in un’ottica che vede gli orari di apertura delle varie attività scaglionarsi per evitare rischiosi assembramenti.

E, a tal proposito, occorre ragionare in ottica di Città Metropolitana uniformando gli orari su tutto il territorio, altrimenti non si otterranno i benefici sperati.

Ok anche a sindaci più forti, purché effettivamente ciò conduca a semplificazione e sburocratizzazione.

E si, la cassa integrazione non è la panacea di tutti i mali, sicuramente non lo è quando più necessaria, nell’immediato, in un oggi che vede i salari ridursi considerevolmente perché gli imprenditori non hanno la liquidità per anticiparla, con la conseguenza che arriverà nei conti correnti dei dipendenti solo tra qualche mese.

È proprio da questo che ha origine il 5% dei fiorentini che, con l’accesso ai buoni spesa, hanno fatto scoprire al Sindaco una Firenze più povera di quella immaginata. E la cifra è ben più consistente, visto che dai buoni sono rimasti esclusi tutti coloro che una busta paga non la hanno perché, ci piaccia o meno, lavorano a nero.

Noi imprenditori abbiamo in potenza le armi per arginare quella che si preannuncia come una vera e propria crisi sociale, ma ci occorre una liquidità ben diversa da quella offerta dal recente decreto. Cos’altro serve? Credito d’imposta, interventi sugli affittila completa esclusione dai pagamenti fiscali e contributivi, in ottica perlomeno trimestrale, per le attività chiuse da decreto e per quelle che hanno subito una riduzione del fatturato superiore al 33%. Per le imprese che invece hanno ridotto il loro fatturato di una quota inferiore al 33% la sospensione dai pagamenti adesso e una sostanziale riduzione al momento dell’effettivo pagamento. 

Infine, il turismo. E’ da tempo che CNA chiede una revisione totale del modello turistico fiorentino e quest’emergenza, paradossalmente, ce ne offre l’opportunità, basta coglierla coinvolgendo nella progettazione tutti i soggetti interessati: imprese e loro associazioni di rappresentanza, sindacati, pubblico. Ben venga il fondo di ristoro per le città d’arte, purché vi abbiano accesso anche i piccoli. E no, niente fiscalità agevolata per le imprese del settore ma, ripeto, completa esclusione dai pagamenti fiscali e contributivi.

Luca Tonini, presidente CNA Città Firenze

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