Chiedere ai fornitori certificazioni sul Coronavirus diventa pratica sleale

Nel decreto legge del 2 marzo scorso riguardante le misure urgenti di sostegno a famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da coronavirus  si specificano i dettagli relativi alle misure per il settore agricolo.

In particolare si spiega come “costituisce pratica commerciale sleale vietata nelle relazioni tra acquirenti e fornitori (…) la subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al COVID-19 nè indicate in accordi di fornitura per la consegna dei prodotti su base regolare antecedenti agli accordi stessi”.

Per chi non rispetta le regole sono previste anche pesanti sanzioni che variano da 15 mila a 60 mila euro.

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