Verifiche periodiche degli impianti di messa a terra, protezione scariche atmosferiche, a rischio ATEX: nuovo obbligo di comunicazione all’INAIL

CNA segnala una novità relativa alle verifiche periodiche degli impianti (messa a terra, protezione scariche atmosferiche, a rischio ATEX) che, pur non riguardando in modo diretto il settore, potrebbe comportare a breve il coinvolgimento da parte dei clienti per cui detti impianti sono stati realizzati.

Il riferimento è alle novità introdotte dall’art. 36 del Decreto Milleproroghe 2020 al DPR 462/01 che, appunto, regolamenta le verifiche obbligatorie periodiche e/o straordinarie da effettuare sugli impianti di messa a terra, sui dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e sugli impianti collocati in luoghi con pericolo di esplosione.

Le modifiche apportate dal Milleproroghe, convertito nella Legge 8/2020 e dunque già pienamente operative, si sostanziano nella costituzione, presso l’INAIL, di una banca dati delle verifiche periodiche sugli impianti elettrici cui sono tenute le imprese al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti.

Per costituire detta banca dati, il datore di lavoro ha ora l’obbligo di comunicare all’INAIL il nominativo dell’organismo a cui ha dato l’incarico di eseguire le verifiche periodiche tramite un apposito modello (scaricabile qui) da inviare, a mezzo PEC (ma in un prossimo futuro si utilizzerà la piattaforma INAIL CIVA), all’INAIL competente territorialmente per ogni singolo impianto, inteso come singola fornitura elettrica.

Dal canto loro, gli organismi di verifica dovranno corrispondere all’INAIL una quota, pari al 5% della tariffa da loro applicata (che, a sua volta, deve obbligatoriamente essere quella prevista dal tariffario ISPESL 2005) per coprire i costi legati alla gestione ed al mantenimento della nuova banca dati informatizzata. 

Alla luce di questa novità gli organismi di verifica stanno contattando i propri clienti invitandoli ad effettuare la comunicazione ed allegando o rendendo disponibile la relativa modulistica.

È a questo punto che potrebbero entrare in gioco gli impiantisti.

Nel modulo di comunicazione, infatti, vengono richiesti al datore di lavoro una serie di dati tecnici relativi all’impianto di messa a terra (se in bassa o in media tensione o se da gruppo autonomo di produzione; potenza installata; n. dispersori; n. cabine di trasformazione eccetera) che potrebbe avere difficoltà a reperire; non è quindi escluso che i clienti per i quali, in passato, sono stati realizzati impianti di questo tipo, ricontattino l’installatore per chiedere supporto sull corretta compilazione.

Inoltre, tra gli allegati che il datore di lavoro è obbligato a trasmettere all’INAIL, è indicata anche la dichiarazione di conformità o, in sua assenza (e sempre che si tratti di impianti realizzati prima del 2008), la dichiarazione di rispondenza; la richiesta di aiuto nel reperire tale documentazione è anch’essa assai plausibile.

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