Un progetto di intelligenza artificiale firmato da Gabriele e Leonardo Niccolai
Dal 5 ottobre i visitatori del Museo Leonardo da Vinci di Firenze (via del Castellaccio 1r) potranno vivere un’esperienza unica: dialogare con il genio universale del Rinascimento attraverso un Avatar virtuale in grado di parlare 24 lingue.
L’innovazione, presentata oggi a firenze da Gabriele e Leonardo Niccolai, soci CNA, è stata recentemente svelata alla fiera internazionale ASTC di San Francisco, punto di riferimento mondiale per le nuove tecnologie museali.
Grazie all’intelligenza artificiale, l’Avatar di Leonardo permette di interagire con il Maestro su temi che spaziano dall’arte alla scienza, dall’ingegneria alle invenzioni del Rinascimento, fino ad affrontare argomenti contemporanei. Le risposte, spesso arricchite da un tocco di umorismo, sono basate su oltre 12.000 informazioni tratte da opere, codici e documenti vinciani, oltre che da studi moderni e quando un dato non è presente, il sistema può ricercarlo autonomamente sul web.
«È inoltre possibile arricchire l’archivio dell’Avatar con l’intera raccolta dei Codici vinciani e con i principali studi e testi dei più autorevoli storici moderni – spiega Leonardo Niccolai, programmatore del progetto –. In questo modo, l’Avatar diventa uno strumento capace di fornire risposte immediate e precise su date, eventi e citazioni, trasformandosi in una vera risorsa per studiosi, storici e appassionati».
Dalla presentazione di San Francisco sono già arrivate richieste da musei statunitensi e asiatici per la creazione di Avatar dedicati ad altre figure storiche, da Einstein ed Edison a Tesla, Galileo, Michelangelo, Modigliani, Van Gogh, fino ad Archimede e Giulio Cesare.
L’intelligenza artificiale è stata impiegata anche per elaborare il possibile volto dell’Uomo Vitruviano: «Abbiamo chiesto all’IA di tratteggiarlo attingendo sia dal disegno di Leonardo che da diversi ritratti di grandi maestri come Andrea del Verrocchio, Perugino, Raffaello, Botticelli – spiega Niccolai –.»
Il Museo Leonardo da Vinci di Firenze
La storia del Museo affonda le radici negli anni Sessanta, quando Carlo Niccolai decise di trasformare il proprio laboratorio di accessori per l’alta moda in un’officina dedicata alla riproduzione delle macchine di Leonardo. Da quella passione nacque una collezione unica di modelli funzionanti, realizzati anche in scala reale, che si arricchì nel tempo grazie al contributo del figlio Gabriele e alla collaborazione con studiosi capaci di interpretare e decifrare i Codici vinciani.
Il progetto, arricchito dagli apporti accademici e dall’organizzazione di eventi culturali, ha permesso ai Niccolai di far conoscere le invenzioni leonardiane a musei e istituzioni in Italia e all’estero, fino a dare vita al Museo Leonardo da Vinci di Firenze, oggi punto di riferimento internazionale.
Erano presenti alla presentazione Francesco Amerighi e Lisa Ciardi, rispettivamente presidente e Vicepresidente Vicaria di CNA Firenze Metropolitana.
La nuova generazione
Con la terza generazione rappresentata da Leonardo Niccolai, studente di Ingegneria e collaboratore dell’azienda di famiglia, il Museo guarda al futuro. Negli ultimi anni Leonardo ha avviato un percorso di ricerca sull’uso dell’intelligenza artificiale nella comunicazione museale, un lavoro che ha portato alla realizzazione dell’Avatar di Leonardo da Vinci. Oggi è già al lavoro su nuovi progetti digitali, in collaborazione con partner italiani e internazionali, per sviluppare Avatar e applicazioni su misura per i principali musei del mondo.




