Un bando per finanziare pannelli fotovoltaici sui fabbricati strumentali

Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha approvato il D.M. n. 681806/25 recante interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 4 “Facility Parco Agrisolare”.

Il bando finanzia interventi volti all’acquisto e alla posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali.

Lo scopo è promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e favorire la riqualificazione e il miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture interessate.

Beneficiari

Possono richiedere l’accesso ai fondi gli imprenditori agricoli (in forma individuale o societaria), le imprese agroindustriali, e le cooperative agricole o loro consorzi.
È inoltre consentita la partecipazione a questi soggetti costituiti in forma aggregata, come nel caso di Associazioni Temporanee di Imprese (A.T.I.), Reti di impresa o Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), purché condividano l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno energetico dell’aggregato.
Per essere ammessi, i beneficiari devono essere iscritti come attivi nel Registro delle Imprese, non essere in difficoltà finanziaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali o sanzioni interdittive antimafia.
Qui i Codici Ateco prevalenti che devono essere posseduti per la presentazione di domande di partecipazione dei progetti.

Iniziative ammissibili

L’intervento principale finanziabile è la realizzazione di impianti fotovoltaici di nuova costruzione, con una potenza di picco compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp.
Insieme al fotovoltaico, è possibile realizzare interventi complementari di riqualificazione della copertura, che comprendono: la rimozione e lo smaltimento dell’amianto o eternit, la realizzazione dell’isolamento termico del tetto, e l’installazione di un sistema di aerazione (tetto ventilato).
Sono considerate spese ammissibili anche i costi per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo di energia e di dispositivi di ricarica per la mobilità elettrica.
Non sono ammessi acquisti di beni usati, spese per lavori in economia o pagamenti in contanti, ed i lavori devono essere obbligatoriamente avviati in data successiva all’invio della proposta.
La spesa massima ammissibile per singolo beneficiario è pari a 2.260.000 euro complessivi. Tale tetto è così declinato: massimo 1.500.000 euro per i pannelli fotovoltaici (con limiti di 1.500 €/kWp o 1.000 €/kWp in base alla classe di efficienza ENEA dei moduli); massimo 700.000 euro per gli interventi complementari; massimo 50.000 euro per gli accumuli (fino a 700 €/kWh); e massimo 10.000 euro per le colonnine di ricarica.

Contributi

Le risorse finanziarie complessivamente destinate alla Misura ammontano a 789 milioni di euro.
I fondi sono suddivisi in quattro specifici plafond a seconda della tipologia aziendale: 473 milioni di euro (Tabella 1A) per le aziende di produzione agricola primaria che investono per il proprio autoconsumo; 150 milioni di euro (Tabella 2A) per le aziende attive nella trasformazione di prodotti agricoli; 10 milioni di euro (Tabella 3A) per le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli; e 140 milioni di euro (Tabella 4A) per le aziende di produzione primaria che realizzano impianti senza i vincoli dell’autoconsumo.
L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto in conto capitale.
L’intensità del contributo varia a seconda della tabella: per la Tabella 1A è fissa all’80% delle spese; per la Tabella 2A decresce dall’80% al 50% all’aumentare della taglia dell’impianto; per le Tabelle 3A e 4A l’intensità base è del 30%, ma può essere maggiorata fino a un +20% per le piccole imprese, +10% per le medie imprese e +15% per investimenti realizzati in specifiche zone assistite del Sud Italia.
Il contributo ottenuto tramite la misura Facility Parco Agrisolare è cumulabile con altri aiuti di Stato e con aiuti de minimis in relazione agli stessi costi ammissibili, a patto che questo cumulo non comporti il superamento dell’intensità di aiuto massima consentita dal Decreto. Tali fondi possono essere cumulati anche con altre misure finanziate da risorse pubbliche, a condizione che si eviti il doppio finanziamento (cioè non riguardino le stesse specifiche quote di costo dello stesso bene) e non portino al superamento del costo complessivamente sostenuto per l’investimento.


Procedure e termini

La richiesta di ammissione al contributo deve essere inviata unicamente per via telematica tramite la Piattaforma informatica “AGRISOLARE” accessibile dall’Area Clienti del GSE.
La finestra per la presentazione delle domande si apre alle ore 12:00:00 del 10 marzo 2026 e si chiude alle ore 12:00:00 del 9 aprile 2026.
L’assegnazione dei fondi è gestita dal GSE tramite una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
In caso di risorse non sufficienti a soddisfare tutte le richieste di una specifica tabella, si applicano dei rigorosi criteri di priorità. Vengono prima analizzati i progetti “nuovi” e solo successivamente i progetti “ripresentati” (ossia quelli ammessi in bandi passati ma non formalmente rinunciati in tempo). Tra le priorità assolute ci sono, in ordine: i progetti localizzati nel Mezzogiorno (fino a saturare il 40% delle risorse della tabella), i soggetti iscritti alla “rete agricola di qualità”, e i progetti ad alta efficienza che impiegano moduli di Categoria B o C del Registro ENEA.

Informazioni

agevolato@firenze.cna.it

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