Con il Messaggio n. 270 l’Inps ha chiarito che l’incentivo previsto dall’articolo 21 del Decreto Coesione (DL 60/2024) è esteso anche ai liberi professionisti under 35 titolari di partita IVA, superando alcune incertezze interpretative emerse nella prima fase di applicazione della norma.
L’incentivo in sintesi
- 500 euro mensili
- per una durata massima di 36 mesi
- fino a un importo complessivo massimo di 18.000 euro
L’incentivo è destinato alle nuove attività professionali avviate tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, operanti nei settori:
- dell’innovazione tecnologica
- della transizione digitale
- della transizione ecologica
Il bonus non è riservato esclusivamente al requisito anagrafico (meno di 35 anni), ma è destinato a giovani che, prima dell’avvio dell’attività, si trovavano in una condizione oggettiva di svantaggio lavorativo. In particolare, possono presentare domanda:
- giovani disoccupati, iscritti ai Centri per l’Impiego con dichiarazione di immediata disponibilità (DID);
- soggetti inattivi, ossia non occupati e non impegnati nella ricerca attiva di lavoro;
- persone in condizioni di marginalità lavorativa, rientranti nei criteri del programma GOL – Garanzia Occupabilità Lavoratori, inclusi i percettori di ammortizzatori sociali.
Come viene erogato il contributo
- viene erogato annualmente in anticipo, sulla base dei mesi di attività previsti nell’anno;
- è compatibile con il regime forfettario;
- è un contributo esentasse, che non concorre alla formazione della base imponibile.
- Non è invece cumulabile con altri incentivi per l’autoimpiego o con esoneri contributivi già fruiti per la stessa attività.
I professionisti interessati potranno presentare domanda esclusivamente tramite il portale INPS nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2026 – 2 marzo 2026
È positivo questo chiarimento Inps, che riconosce esplicitamente il ruolo dei liberi professionisti, e in particolare dei giovani, come parte integrante delle politiche di coesione, innovazione e sviluppo del Paese.
L’estensione dell’incentivo anche ai professionisti con partita IVA rappresenta un passo nella direzione da noi più volte auspicata: politiche pubbliche inclusive, capaci di sostenere l’avvio e il consolidamento delle attività professionali, senza distinzioni ingiustificate rispetto ad altre forme di lavoro.




